LA PUGLIA A MEZZO SERVIZIO DI VENDOLA ED EMILIANO

LA PUGLIA A MEZZO SERVIZIO DI VENDOLA ED EMILIANO

giovedì 5 marzo 2015 20:12:17

Da sempre non abbiamo mai inteso fare della fantapolitica, limitandoci ad essere attenti osservatori, spesso critici, delle vicende inerenti il governo della Regione, delle Province e dei Comuni pugliesi quasi tutti, è bene ricordare, amministrati dal centro sinistra.

Tuttavia, il più delle volte, le nostre anticipazioni si sono rivelate fondate anche perché suffragate da argomentazioni serie e corrette.

Avevamo pronosticato l’attuale scenario politico regionale con Michele Emiliano che, abbandonate le vesti dell’uomo delle società civile prestato alla politica, del “salvatore” della Città di San Nicola, del magistrato che rifiutava la politica e detestava i partiti, una specie di Beppe Grillo nostrano, è diventato, per sua stessa ammissione, un politico e, addirittura, il segretario regionale di un partito, il più importante partito politico della coalizione al governo della Puglia.

Come Veltroni è stato uno e trino, Sindaco di Roma, Segretario nazionale del Pd e aspirante successore alla guida del Governo Prodi, cosi anche Emiliano, non volendo essere da meno, contemporaneamente, è stato Sindaco di Bari, ora è Segretario regionale del Pd e, adesso, aspirante erede di Vendola alla guida del Governo regionale dopo 10 anni di sinistra al Governo della Puglia. In questo scenario Nichi Vendola, il solo rappresentante di rilievo della sinistra radicale e alternativa all’ammucchiata cattocomunista del Pd, si appresta a tornare a Roma.

Nel precisare che in politica tutte le ambizioni sono legittime non si comprendeva più chi pensava a governare il proprio territorio, se tutti sono erano proiettati con la testa, e non solo, altrove. Ci pareva incompatibile ed inconciliabile occuparsi, nello stesso tempo di Bari e della segreteria regionale del Pd pugliese. Emiliano aveva il dovere di pensare prima, ed unicamente, ad onorare il mandato per il quale era stato eletto. E ai pugliesi, invece, chiediamo di guardare, e capire bene, chi sono Emiliano e Vendola. Gente apparentemente diversa, presentatasi ai baresi e ai pugliesi come capaci di risollevare una comunità intera e dare risposte concrete ai loro bisogni, ma in realtà animata soltanto da una smodata ambizione personale, incurante dei problemi di chi li ha votati.

Questa classe dirigente al governo della città si è caratterizzata solo ed esclusivamente per il super presenzialismo dell’invadente Emiliano, onnipresente a ogni evento, manifestazione, funerale, matrimonio, ma che disprezza il consiglio comunale e i luoghi della politica. Un presenzialismo che di per sé lo porta ad essere fuori dal palazzo dove ogni tanto dovrebbe stazionare per rendersi conto delle priorità di una città metropolitana. Per non parlare di Vendola che aveva promesso una sanità più efficiente che, invece, è cambiata in peggio e con un assessore regionale a quel ramo che avrebbe potuto porre in essere comportamenti politici ed etici più trasparenti ed opportuni.

Bari prima e la Puglia non meritano di essere governati a mezzo servizio, ma a tempo pieno. La Puglia merita una diversa, e migliore, classe dirigente.

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