PINUCCIO E´SCOMPARSO, MA NON E´ FINITO

PINUCCIO E´SCOMPARSO, MA NON E´ FINITO

martedì 2 giugno 2015 12:45:51

In questi sedici anni tanti sono stati i ricordi della figura di Pinuccio Tatarella. Tra i contributi più significativi, quello più attuale è certamente il pensiero di Massimo D’Alema all’epoca Presidente del Consiglio, espressione del Pci e avversario di Pinuccio:Tatarella era un uomo che aveva una grande passione politica, una passione politica che si forma in chi sale l´edificio anche del potere, degli onori, partendo dallo scantinato; ad ogni piano che sale sa che domani potrebbe ridiscendere quelle scale, ma questo non spezzerebbe la sua passione. Io ammiro questo, lo ammiro profondamente e penso che un grande paese democratico abbia bisogno di passione politica: da una parte e dell´altra. Penso che il fatto che egli non ci sia più diminuisca un po´ la presenza di questa virtù ed anche per questo lo piango.”.



In questa giornata particolare, in cui si rinnova il ricordo da parte delle Istituzioni, e del mondo politico in generale, e il dolore per chi ha avuto la fortuna di averlo conosciuto, e per i parenti in particolare, vogliamo ribadire un concetto.


Pinuccio Tatarella appartiene a tutti. A destra, a sinistra, a chi l’ho conosciuto e chi né ha solo potuto osservare i comportamenti o semplicemente sentito parlare. Pinuccio appartiene alla storia della destra italiana, da cui proviene, a quella del centrodestra italiano, che per primo ha immaginato tanto da esserne inserito nel Pantheon delle figure di riferimento politico e culturale per una vasta area, e, segnatamente, alla storia politica del nostro paese. Il Tatarella che va ricordato, senza strumentalizzazioni del caso dovute al contesto politico, è il produttore di politica, l’animatore di convegni, giornali e il realizzatore di cose pubbliche, perché la politica è amministrare, realizzare qualcosa per la propria gente. Per questo il suo ricordo è incancellabile, perché ha lasciato un segno tangibile della sua azione politica da assessore alla Cultura del Comune di Bari alla costruzione del più moderno Ospedale pugliese, quello di Cerignola, che dal Governo fece finanziare e che non a caso è, oggi, a lui intitolato. Sono state tenacia, passione e lealtà, tutte caratteristiche assenti nella politica di oggi, a fare di quel giovane che veniva da Cerignola e che per decenni aveva combattuto nelle strade nelle piazze di Bari una solitaria battaglia politica, un uomo che ha contribuito in modo decisivo alla nascita di una destra democratica nel nostro Paese e al superamento di vecchi steccati ideologici tipici del novecento. Ha ragione il suo amico ed avversario Luciano Violante quando afferma che “Tatarella ci ha insegnato la differenza tra morire e finire. Grazie alla sua personalità generosa e alla sua frenetica attività politica a distanza di tanti anni molti ancora lo ricordano e la politica a lui fa sempre costante riferimento. Ecco perché Tatarella è morto, ma non è finito.”







 







 









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