LA FIACCOLA TRICOLORE ANTOLOGIA DELLA GIOVANE DESTRA ITALIANA

LA FIACCOLA TRICOLORE ANTOLOGIA DELLA GIOVANE DESTRA ITALIANA

giovedì 12 marzo 2015 19:1:11

Quasi per caso. Forse per gioco, forse per inseguire un padre e uno zio, che la politica mi aveva sottratto, mi sono ritrovato, già a 11 anni, nella sezione del Msi di Cerignola, terra di grandi passioni, ma tra le più rosse della penisola, dove se non eri un compagno e avevi la passione per la politica, non potevi che finire nel Fronte della Gioventù. E’ iniziata cosi la mia avventura nelle organizzazioni giovanili della destra italiana.

Da quel giorno ho iniziato a raccogliere, con lo zelo e l’entusiasmo del neofita, tutto ciò che riguardava quella comunità, che subito cominciai a considerare come la mia seconda casa, la mia seconda famiglia. Dai volantini ai documenti, dai manifesti fino ai santini dei candidati missini alle elezioni, che, fra lo stupore dei miei insegnanti e le preoccupazioni di mia madre, mi misi a collezionare, facendone anche un album, come si usava per le figurine dei calciatori. Quello che sembrava un gioco, iniziò ben presto a diventare una cosa seria, una passione vera e non più una passeggera infatuazione giovanile: dal Secolo d’Italia, esibito orgogliosamente sotto il braccio, prima al Liceo classico di Cerignola e poi all’Università di Bologna - quasi un invito a farsi menare - fino all’esperienza nel Consiglio comunale della mia città a soli 22 anni. E’ stato, però, l’impegno nelle organizzazioni giovanili, dapprima come militante, poi come dirigente provinciale di Capitanata, ed infine come componente dell’Esecutivo nazionale di Azione Giovani, a spingermi allo studio, all’approfondimento e all’analisi politica. Non solo, quindi, un’intensa militanza, ma una passione politica vissuta quasi come ragione esistenziale e un’emozione condivisa con una comunità politica capace  anche di fortificarti come uomo.

Per questo, e consapevole che in tanti, prima della mia generazione, sono entrati ragazzi e diventati uomini nel Raggruppamento giovanile studenti e lavoratori, nella Giovane Italia, nel Fuan e nel Fronte della Gioventù, ho sentito quasi il dovere di recuperare tutti i libri, le riviste e gli articoli riguardanti le organizzazioni giovanili della destra italiana, per riordinarli e metterli a disposizione di tutti, attraverso un’agile, e per questo non esaustiva, antologia. Anche per essere meglio compresi dai nostri avversari e da chi oggi è molto distante, non solo dalla nostra realtà umana e politica, ma dalla stessa politica in quanto tale. Con la speranza che i giovani di questo nuovo secolo, distaccati, disincantati e delusi dalla politica, possano, leggendo queste pagine, scoprire che è esistita una comunità diversa, che aveva un modo, altro, differente e alto, di concepire la politica.

La storia delle organizzazioni giovanili della destra, naturalmente, è anche la storia del Msi e di An, e di questi due grandi partiti ha anche attraversato infuocate stagioni congressuali ed esaltanti campagne elettorali.

Per questo, nel raccontare la storia di questa straordinaria comunità umana e politica, sarà utile riportare anche i brani di alcuni documenti e gli articoli e i commenti di attenti osservatori politici.

Questo lavoro, l’ho già detto, non ha la pretesa di trattare esaustivamente la storia dei principali movimenti giovanili della destra italiana, ma, spero, avrà il merito di far meglio conoscere, e mi auguro apprezzare, un mondo politico poco noto, evidenziando sopratutto l’evoluzione dei giovani della destra italiana, partiti neofascisti e diventati poi postfascisti ed afascisti, fino ad essere rivoluzionariamente liberali e riformisti, nell’alveo di valori cristiani ed europei mai rinnegati.

Dopo la svolta di Fiuggi e l’affermazione della destra democratica di An, molto è stato scritto sull’evoluzione politica di questo mondo e numerose sono state le pubblicazioni su una realtà politica sino ad allora poco conosciuta ed indagata.

Oltre ai testi di Tarchi, Ignazi e Veneziani, recentemente grande successo hanno ottenuto i libri di Telese, Mazza e Terranova.  Il primo, con “Cuori neri”, un vero successo editoriale, ha fatto conoscere al grande pubblico la storia dolorosa, oscurata ed ignorata dei giovani missini assassinati durante gli anni dello scontro di piazza e della repressione. Mazza, con “I ragazzi di Via Milano”,  ci ha regalato lo spaccato di una comunità umana, ritrovatasi e cresciuta dentro l’unico quotidiano, che si definiva dichiaratamente di destra. Da ultima Terranova, con “Camicette nere”, ha raccontato un altro mondo, anch’esso sconosciuto; quello delle donne, che hanno scelto di militare a destra. Mancava, invece, un  testo che ricostruisse la storia delle organizzazioni giovanili di destra, ovvero di quella inesauribile fucina delle future classi dirigenti del Msi e di An.

Non è un caso, infatti, che quasi tutta l’attuale classe dirigente di An sia transitata dal movimento giovanile, da Fini che ne fu anche Segretario nazionale ad Alemanno, da Gasparri a La Russa, da Menia a Martinat, fino a Rampelli, Scopelliti e Catanoso.

Dall’incandescente Roberto Mieville dei primi comizi del dopoguerra alla giovanissima Giorgia Meloni, compostissima Ministro delle Politiche Giovanili, è fondamentale ricostruire la storia di quello che, a pari merito con la comunista Fgci, è stato il più importante movimento giovanile italiano, anche per comprendere l’evoluzione dei quadri dirigenti e delle generazioni che, con maggiore criticità, hanno vissuto, discusso ed accettato le svolte politiche della destra italiana, oggi completamente diversa, a partire proprio dalle sue strutture giovanili, da quella che coraggiosamente nacque negli anni lontani dell’immediato dopoguerra.

Quest’ antologia è, quindi, un riconoscente tributo a quella che, unanimemente, è stata considerata una palestra di vita e di politica; un atto d’amore per la nostra commovente comunità; una rinnovata, intensa, dolce emozione riprovata rileggendo vecchi giornali e documenti, rivivendo battaglie e tensioni, parlando con i protagonisti  di ieri e di oggi e con semplici militanti che hanno avuto la ventura di vivere questa straordinaria vicenda umana e politica. Emozioni che richiamano giorni lieti e, come accade inevitabilmente nella vita di ognuno, anche il ricordo struggente di  giorni tristi e bui, come quel 9 di febbraio del 1999, quando sembrò che Qualcuno avesse spento la luce. Per sempre. Sembrava tutto finito, in un attimo, alle sei del mattino, quel gioco che tanto ti aveva preso.


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