DA UNA PARTE SOLA: LA CAPITANATA

DA UNA PARTE SOLA: LA CAPITANATA

domenica 10 maggio 2015 18:9:53

"Non si può governare un Paese se non si ama la sua gente e la sua terra" soleva ripetere Pinuccio Tatarella, nato e cresciuto politicamente in questa meravigliosa terra di Capitanata. Ed è qui, a Cerignola, nel cuore della Daunia, che anch´io, forte del suo insegnamento, ho deciso di impegnarmi per il riscatto della nostra bellissima provincia, troppo a lungo trascurata ed abbandonata.
C´è un dramma, che ormai riguarda quasi ogni famiglia della nostra provincia: la mancanza o la perdita del lavoro, sopratutto fra i giovani e le donne. Su questo fronte occorre un impegno corale, non demagogico e assistenzialista, ma serio e concreto. Viviamo una crisi profonda, che comporta problemi nuovi e difficili, ma che offre pure nuove opportunità. Sta alla politica saperle cogliere per ridare una speranza e un approdo alle nostre famiglie.
C´è, poi, un´altra emergenza, sulla quale le forze politiche non amano soffermarsi ed è la sfida della criminalità e della malavita, che tiene sotto scacco larga parte del nostro territorio.
Certo, l´impegno della magistratura e delle forze dell´ordine ci ha permesso di conseguire importanti successi contro il crimine organizzato, ciò non di meno aumenta fra i cittadini una diffusa insicurezza. Foggia e i maggiori centri della provincia  subiscono lo stillicidio di scippi, furti e rapine. Nè mancano episodi anche più gravi, come estorsioni, attentati ed omicidi, mentre sconcerta la larga impunità degli autori, spesso giovanissimi, di moltissimi atti vandalici. Tutto questo crea un grave allarme sociale, al quale bisogna dare urgentemente una risposta efficace e rassicurante.
Il pericolo maggiore resta quello della saldatura fra disagio sociale e criminalità organizzata. La ritirata dello stato sociale, l´impoverimento del ceto medio, l´innalzamento della soglia di povertà, l´indebolimento delle reti di solidarietà  e la presenza sempre più diffusa di cittadini extracomunitari e comunitari privi di ogni radicamento rischiano di creare una miscela esplosiva, nella quale i clan criminali possono diventare anomali e illegali strumento di organizzazione sociale. Occorre, quindi, una forte risposta dello Stato, con una continua ed efficace azione di contrasto preventivo e repressivo, avendo, però, la matura consapevolezza che sarebbe illusorio e sbagliato pensare che questo soltanto basti. Serve anche  una convinta risposta culturale, terreno sul quale è più che mai indispensabile una santa alleanza fra una buona politica e l´associazionismo, fra istituzioni e volontariato.
Sono stato, e continuerò ad esserlo, a fianco di ogni battaglia della società civile dauna, dalla lotta contro le trivellazioni al largo delle Tremiti alla difesa dell´Ospedale di Lucera, dal diritto di Foggia ad avere un aeroporto moderno e funzionante al potenziamento delle infrastrutture ferroviarie ed altro ancora. Allo stesso tempo sono fermamente convinto che sarebbe profondamente sbagliato usare la sacrosanta protesta contro uno Stato assente e lontano, per nascondere e far dimenticare le gravi responsabilità della classe dirigente locale, spesso miope, assente, divisa e distratta.
Ciò investe quella che è la vera "questione" della Capitanata, che è la sua classe dirigente e la sua rappresentanza. È stata sempre all´altezza delle sfide? Ha saputo cogliere le occasioni e le opportunità ? Ha avuto un pensiero lungo e una visione strategica? Diciamolo con franchezza, probabilmente no.
Occorre allora una svolta radicale e un deciso cambio di passo. Basta coi piagnistei. Basta con le proteste a scoppio ritardato. Non sempre è colpa del destino cinico e baro. Non sempre siamo stati vittime di una congiura, ora barese, ora romana, ora europea. A volte siamo stati noi ad essere divisi, deboli, distratti o assenti. È ora di cambiare registro e di cambiare squadra. Servono competenze, visioni, strategie, alleanze. E sopratutto una presenza vigile e attiva in ogni snodo istituzionale, dai Comuni alla Regione, da Roma a Bruxelles.
Siamo la seconda provincia più grande del Paese ( con Cerignola, terzo Comune italiano per estensione territoriale ), confiniamo con tre regioni, stiamo sull´asse adriatico e sulla trasversale tirrenica, abbiamo enormi potenzialità mai sufficientemente sfruttate. Servono una visione, una strategia e una classe dirigente capace, aperta, presente e propositiva. Il campanile non si difende chiudendosi ed arroccandosi, ma aprendosi ed alleandosi. Serve, quindi, una nuova rappresentanza, non più autoreferenziale e ripiegata su se stessa, ma capace di mobilitare interessi, cercare sinergie, costruite alleanze. È questo il senso del mio impegno. Dalla parte della Capitanata.

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